venerdì 10 febbraio 2017

Il distacco

È da un po' che soffro e rifletto. Sono una madre che da sola ha cresciuto i suoi tre figli, con il marito al lavoro e, mille cose quotidiane e burocratiche da risolvere. Ho dato l'anima hai miei figli e alla mia famiglia in generale, come molte altre donne. Ho cercato sempre di adeguarmi a tutti e quattro e bilanciare le cose, per quanto mi fosse possibile. Ora mi ritrovo ad avere tre figli grandi, dei quali, due adolescenti.
Lo so: non si smette mai di essere genitori! Ma quando si capisce concretamente, che non ti appartengono? Quando ci si rende consapevoli, che li devi accompagnare e nello stesso tempo, sapere che rimani sola, che non sono un tuo reale, fisico prolungamento carnale, ma solo psico-emotivo? Non è facile, per niente. Non è facile perché devi riprenderti la tua individualità, la tua vita di donna e persona e devi ritornare a pensare a te, senza collegarti per forza ai tuoi figli. È un passaggio, un confine ed un orizzonte nuovo, che nonostante la maturità degli anni che hai raggiunto, ti rende confusa e vulnerabile. Ma poi capisci che è giusto così, che è la cosa più naturale e giusta per tutti. Alla fine ti senti libera, più leggera. È un traguardo importante. Riuscire a capire queste cose, secondo me aiuta i figli, le famiglie e le madri. Non è una cosa netta, drastica, ma è graduale ed assolutamente spontanea da parte di tutti.
Foto via Pinterest