venerdì 30 settembre 2016

Il deserto del cuore

Ieri notte ho finito di leggere uno dei romanzi di una delle mie scrittrici preferite: Agatha Christie ( Mary Westmacott) . Il titolo del romanzo è: Il deserto del cuore ( titolo originale: Absent in the Spring). Amo leggere di tutto, ma se devo scegliere dei generi in particolare, opto per i romanzi di narrativa storica e i gialli.
Agatha Christie è la regina indiscussa della letteratura e del giallo nello specifico, ma questo romanzo è totalmente diverso. Non è un giallo e nemmeno una biografia, non è un romanzo storico o d'amore, ma un'introspettiva della protagonista. Joan è madre di tre figli, moglie di un avvocato e fa parte di una famiglia della borghesia inglese. Non riassumerò il romanzo, ne mi soffermerò sui dettagli, perché non voglio togliere il gusto di leggerlo a chi lo volesse fare.
Quello che mi ha colpito di più è difficile da spigare, perché si tratta di emozioni e sensazioni che questo romanzo ha fatto scaturire in me. In un certo modo, forse c'è una forma di immedesimazione, ma questo mi succede spesso quando leggo romanzi coinvolgenti. Qui però è diverso. Joan potrei essere io, come potrebbe esserlo qualsiasi altra donna. Non si tratta di epoca, nazionalità, stato sociale o civile, ma qualche cosa di più profondo.
L'autoanalisi (forzata) della protagonista, fa riflettere, tocca almeno un nervo scoperto dentro di noi. A me ha sconvolto la parte dove si rende conto di essere stata convinta per tutta la vita di aver fatto del proprio meglio e accorgersi che invece era tutto sbagliato e addirittura egoistico.
L'intero libro è coinvolgente e sconvolgente. Non è un libro moralista, filosofico, spirituale o impietoso, è un libro sincero fino alla fine.
Quante volte chiudiamo gli occhi o lasciamo correre, per paura di perdere qualche cosa o qualcuno? Quante volte mettiamo una maschera, che poi non riusciamo a toglierci, solo per difenderci dalla sofferenza? Quante volte ci si crede coraggiosi e buoni, per scoprire che siamo risultati vigliacchi ed egoisti? Sembrano domande nette, o forse confuse, dipende con che ottica si leggono, ma chi ha letto questo romanzo o chi lo leggerà, capirà che non sono domande semplici o nette, ma con molte sfumature e molti significati.
Agatha Christie non si è smentita nemmeno questa sua opera. Non è un romanzo di sperimentazione ne tanto meno sulla scia delle trame del giallo più o meno convenzionale.
Dopo aver letto questo romanzo dell'autrice del giallo per eccellenza, voglio leggere altre sue opere definite "romanzi rosa":

Il pane del gigante (Giant's Bread)

Ritratto incompiuto (Unfinished Portrait)

Il deserto del cuore (Absent in the Spring)

La rosa e il tasso (The Rose and the Yew Tree)

Il destino degli altri (A Daughter's a Daughter)

Ti proteggerò (The Burden)


Niki

Foto via web



venerdì 16 settembre 2016

Poteri inaspettati

Farò un breve riassunto di questa giornata. Mattinata tranquilla, nulla da ricordare.
Finisco di lavorare alle 13:30, corro a fare un po' di spesa prima che inizi a piovere. Mentre entro nel supermercato, si scatena il diluvio e io sono senza ombrello ( stamattina era sereno). Penso a mio figlio più piccolo che sta per tornare da scuola ed è in maniche corte ( oggi ci sono venti gradi, ma della serie, noi uomini forti: lui non ha mai freddo!) ed é naturalmente senza ombrello ( perchè a quattordici anni, non fa figo tenerlo nello zaino per ogni evenienza). Corri come una pazza per il supermercato in modo da poter andare a prendere il figlio.
 Finita la spesa, mi accingo ad uscire e mi blocco, perchè è in corso una bomba d'acqua!Cosa faccio? O mi infradicio io o mio figlio. Meglio io. Sacchetti, due casse d'acqua, cellulare ed io zuppi d'acqua, ma non fa nulla, devo arrivare in tempo affinchè mio figlio non si bagni. Naturalmente, oggi è venerdi ed è giorno di mercato, di conseguenza tutti i Corsi ( e mio figlio mi aspettava proprio sotto al portico di un Corso), sono chiusi, di conseguenza devo fare un giro tra un dedalo di stradine sgommando e schizzando acqua addosso a tutto e tutti, come se fossi ad una gara di F1! Finalmente prelevo il figliolo, che beatamente mi chiede: come mai hai impiegato così tanto tempo? "Tanto tempo"?! Avevo impiegato meno di tre minuti, per un percorso che ne necessita almeno dieci!! Nulla, sangue freddo e calma, proseguo verso casa. Sta diluviando e io sento i vestiti e i capelli che gocciolano e ogni tanto qualche brividio di freddo mi passa per la spina dorsale.
Arrivo davanti a casa, mi siluro fuori dalla macchina, con la chiave del portoncino di casa già in mano. Secchiate d'acqua fredda mi arrivano addosso e in pochi secondi ho i capelli di nuovo fradici, la frangia sopra gli occhiali già bagnati ed appannati, inserisco la chiave nella serratura e comincio a girare la chiave...E gira e gira e gira, non apre, un'altro giro e, rimango con mezza chiave in mano!! Panico e stupore. Rimango sotto all'acquazzone come un ebete, con mezza chiave in mano e mio figlio che ha le lacrime agli occhi dal ridere. Non perdo la pazienza e faccio il giro della casa e entro dalla porta sul retro. Finalmente porto la spesa in casa e uno dei sacchetti sacchetti riciclabili mi si rompe mentre lo appoggio sul tavolo della cucina, con dentro le uova e un litro di acqua piovana! Non perdo nemmeno qui la pazienza e, pulisco col figliolo la frittata annacquata.
Dopo essermi asciugata, arriva mio figlio più grande affamato. Vuole farsi i gnocchi. Va bene, non ci sono problemi. Nel momento in cui deve scolarli però, gli scivola di mano la pentola e, tutta l'acqua con i gnocchi va a finire sui fornelli! Qualche schizzo d'acqua bollente sulle cosce del cuoco provetto, lo bloccano nel pulire il fornello ricoperto dall'acqua e dai gnocchi. Pulisco i litri e litri d'acqua, raccolgo i gnocchi e alla fine guardo l'ora: devo tornare al lavoro e non ho nemmeno pranzato. Ma se ci penso, tutt'ora mi viene da ridere.
Se tutto questo mi fosse capitato un po' di anni fa, mi sarei fatta mille problemi, mi sarei innervosita e arrabbiata. Penso che in fondo, invecchiare, non sia poi tanto male: selezioni in modo naturale, ciò che merita l'arrabbiatura e cosa no. Infatti non capisco davvero tutti quelli che perdono le staffe per niente. La vita spesso ci mette in seria difficoltà, perciò una chiave rotta, un'acquazzone, dei gnocchi versati sul fornello, sono una sciocchezza, anza sarà un aneddoto divertente da ricordare.
Ciò che è stupefacente e alquanto misterioso è il fatto, di come io sia riuscita a rompere una chiave nella serratura!


 Painted by Allison Rathan

NIki

giovedì 15 settembre 2016

Ma che belli i ricordi!

Da un po' di tempo, ma nell'ultimo periodo in particolar modo, dilagano le polemiche ed accuse sull'uso inappropriato dei social e della condivisione di contenuti personali. Internet con i vari smartphone oramai da anni fanno parte della quotidianità di tutti, diventati indispensabili sia per lavoro che per la scuola.
Essendo del '72, appartengo a quelle generazioni che usavano le macchine fotografiche con il rullino da sviluppare, le videocamere con cassetta, i proiettori, la Polaroid. Per noi questi apparecchi erano qualche cosa di prezioso, utile, divertente. Si scattavano foto nei momenti importanti e divertenti, chi era più fortunato poteva registrare con la videocamera eventi come compleanni, Natali, matrimoni,...Tutte queste tecnologie davano vita ai ricordi più belli, che ognuno poteva conservare e rivedere quando voleva. Le foto dei nostri figli, amici, genitori, nonni, rendevano indelebile ed eterno un'attimo o un breve periodo bello della nostra vita.
Tutti questi ricordi, potevano e possono essere rivisti da soli o in compagnia.
Oggi che ci sono gli smartphone, i social network, internet disponibile praticamente per tutti, per noi, delle generazioni prima di quella, così detta 2.0, sembra arrivato un periodo meraviglioso, ricco di opportunità e possibilità tecnologiche incredibili.
Ora racchiudere in uno scatto o in un video, momenti importanti o semplicemente belli da immortalare, è diventato facile ed immediato. Poter fotografare il giorno della nascita dei nostri figli, un luogo di vacanza, un bacio di nostra madre, il nostro micio che gioca, è quasi una cosa naturale, ci viene spontaneo. Tutto questo lo trovo fantastico. Siamo fortunati nel poter conservare così tanti attimi o periodi, quando vogliamo. Il pensiero di poter rivedere in futuro, chi ci ha reso felici in passato e momenti in cui ci siamo divertiti o sentiti sereni, lo trovo stupendo. Come è stupendo il fatto che si può condividere anche nell'immediato questi momenti belli con parenti o amici, che vivono lontano da noi. Possiamo scrivere, telefonare o video chiamare chi vogliamo e quando vogliamo, senza spendere decine di euro. Molti si ricorderanno, che fino agli anni '80, c'era ancora il problema di riuscire a prendere la linea quando si telefonava, e molti genitori erano costretti a mettere il lucchetto al telefono di casa, per non ritrovarsi a dover pagare centinaia di euro di bolletta, perchè i figli ci passavano diversi minuti!
Ho scritto solo cose positive, perchè penso che siamo davvero fortunati ad avere a disposizione tutte queste tecnologie. Sono convinta, che come in passato, anche oggi, ognuno debba affidarsi al proprio buon senso, ad essere pratico, ed attento a ciò che fa e con chi lo fa. Ma questo non c'entra con la tecnologia più o meno avanzata. La foto immortala un momento. Ecco! Immortala, rende immortale e se pubblichiamo qualche cosa nel web, qualsiasi cosa sia, rimmarrà per sempre nella rete. Su questo dobbiamo riflettere, come nella vita quotidiana. Naturalmente, ci sono poi gravi eccezioni di bullismo e vessazioni sul web, delle quali parlerò più avanti e che sono tutta un'altra storia.
Conserviamo i nostri bei ricordi per noi stessi o al massimo, condividiamoli con chi siamo certi che non userà le nostre immagini con secondi fini, perciò amici e fidanzati/e vari è meglio che abbiano un nostro bel sorriso, piuttosto che foto o video di cui dopo sarà tardi pentirsene. Sarà bello ad una certa età, poter ricordare  dei bei momenti o persone care, col sorriso sulle labbra.



Foto via web

Niki