venerdì 13 luglio 2018

Creare senza soldi

Sono una creativa da molti anni. Sono stata ospite di tante fiere come espositrice ed insegnante, ho fatto mostre, ho collaborato con delle riviste e siti web creativi, ho creato gioielli, oggetti per la casa e dipinti per persone di tutta Europa, molte nazioni del mondo e naturalmente per l'Italia. Non è un post pubblicitario,  ma un mio pensiero. Come molte altre creative ho messo, amore, ingegno, ricerca e serietà per creare oggetto di valore e qualità, poi è arrivata la crisi. In quel momento ho dovuto smettere di fare ciò che amavo e mi dava concrete soddisfazioni... Ma non era abbastanza per aiutare la mia famiglia! Ho dovuto fare tre o quattro lavori diversi, molto umili, perché mio marito era senza lavoro, avevamo mille spese, tre figli da mantenere, come milioni di altre persone.
Da anni vedo creative che creano all'impazzata, magari cose banali, nulla di nuovo, quasi copiato dal web, alcune cose anche magnifiche ed innovative, ma per tutto questo, ed in ogni caso, ci vuole denaro. Non c'entra il riciclo ed il recupero di cose vecchie, perché anche in quei casi ci vogliono attrezzi, materiali di ogni tipo ed elettricità. Quindi soldi da investire. Non è colpa certo di chi può permettersi alcune cose, ma di certi sistemi che fagocitano a loro vantaggio chi è inerme e vulnerabile e magari pure bravo.

Naty

Foto via web


domenica 8 luglio 2018

Un popolo educato e perbene

Sono tornata poco fa dal lago. Sono ormai dieci anni che vado sul lago d'Orta con la mia famiglia. I figli sono cresciuti, ma appena posso ci vado con mio marito o mia figlia. È un angolo di paradiso. Immerso nel verde, con un lago magnifico, un ristorante vicino e a venti minuti di macchina da casa. Mi sento fortunata ad avere una perla così rara e bella vicino, soprattutto perchè adoro nuotare e amo la natura. Negli anni questo posto meraviglioso è cambiato in meglio. L'erba sempre ben rasata, mai sporcizia in giro, ci sono anche i cassettoni per la differenziata. Ma quello che amo di più, è il fatto che è pieno di gente di ogni tipo, razza, estrazione sociale, età e nazionalità. Ci si sente liberi e nello stesso tempo, tutti hanno rispetto per le altre persone ed il luogo in cui si trovano. Nessuno lascia immondizia per terra, ne i giovani ne gli anziani, nessuno infastidisce nessuno. Tanti cani, bambini, anziani ed adolescenti. Ci sono molte persone per bene, educate e rispettose. Che vengano dal Perù, paesi arabi, Spagna, Inghilterra, Ucraina, Polonia, Francia, Olanda, Romania, Italia, ecc..
Quello che ci vogliono propinare i media ed alcune persone perennemente insoddisfatte e maliziose, sono solo sciocchezze. Ci sono i villani, i maleducati ed i prepotenti ed attirano più loro l'attenzione (anche se sono la minoranza) che la maggior parte delle persone per bene.

Naty

Foto via web


venerdì 6 luglio 2018

Il genitore equilibrista

Quando sono piccoli, i nostri figli, con poco ci danno gioie e soddisfazioni indescrivibili. Bastano: il primo sorriso, un dentino che spunta, le prime parole, i primi passi, un bel voto a scuola, un piccolo grande successo in uno sport, un bacio improvviso o un abbraccio e poi, crescono, diventano adolescenti. Arriva il momento del distacco graduale, della consapevolezza che i nostri bimbi non sono piu bambini e nemmeno nostri, ma loro. Non possiamo più tenerli sotto controllo come prima, ci cominciamo a rendere conto che hanno gusti e caratteri diversi da quello che immaginavamo, diventano ribelli, vogliono essere piu autonomi. La dolcezza, la tenerezza si trasformano in complicità, dialogo, confronto è a volte anche scontro.
Ogni periodo con i nostri figli ha i suoi pro e contro, quello che conta non e tanto il fatto di che tipo di figlio o figlia vogliamo avere, ma di che tipo di genitore vogliamo essere. Io ho scelto di essere il genitore "equilibrista", una scelta ardua è molto faticosa, ma anche ricca di soddisfazioni.
Il genitore "equilibrista" cerca di mediare, equilibrare, moderare, infondere sicurezza ed autorità, ascoltare, capire e consigliare se necessario e, tutto questo sin dalla nascita dei figli, senza mollare e senza garanzie, fino a che non superano almeno i 23 anni. Si, i 23 anni, non ho esagerato. Il periodo critico inizia dai 17 anni e non dai 13/14! Quando cominciano a rendersi conto che stanno davvero diventando grandi entrano in crisi e li, inizia la vera lotta. È vero anche che dipende dal loro carattere più o meno inquieto o ribelle, la voglia di dimostrarsi in grado di fare ed agire senza l'ausilio dei genitori. Il fatto sta, che comunque hanno bisogno di sapere che i genitori ci sono. Non mi riferisco a casi estremi, di figli viziati, arroganti e prepotenti. Quindi, si dovrebbe essere presenti, vicini ai figli, ma dandogli libertà e fiducia...una faticaccia. Ma poi, arriva un bacio, un abbraccio o addirittura una rosa come regalo. Una madre dona il proprio amore ai figli in modo incondizionato, ma siamo essere umani, donne e individui e, un gesto se pur piccolo, è qualche cosa che vale oro, soprattutto se arriva da nostro figlio o figlia, perché in fondo per noi, rimmarranno sempre i nostri bimbi

Naty


mercoledì 4 luglio 2018

Piccole donne...non si cresce mai completamente

Ieri ho visto la pubblicità in tele ed oggi l'ho comprato! Si tratta di "Topolino" con inclusa una reinterpretazione del romanzo di L.M. Alcott "Piccole donne". Ho sempre amato Topolino e, "Piccole donne" è il primo libro che ho comprato con la mia paghetta e in assoluto il mio libro preferito di sempre.
Sono corsa in edicola stamattina, come facevo da bambina, con lo stesso entusiasmo. La cosa bella è che e in quattro puntate e quindi per altri tre mercoledì potrò riassaporare quell'emozione infantile ed adolescenziale, che procura dolci ricordi, leggerezza ed entusiasmo. Non mi preoccupa il fatto che io abbia superato i quaranta, che sono moglie e madre di tre figli anzi, mi fa stare bene, mi da energia e procura belle emozioni.
È vero che in ognuno di noi c'è il bambino che eravamo e mi auguro che rimanga, finché ci sarà vita. La vita e già molto difficile, seria, piena di responsabilità e lotte ed avere un angolo di paradiso che combaci con episodi  della nostra infanzia spensierata, può farci solo del bene. Alla fine, non dobbiamo mai dimenticare chi eravamo alle origini, ne dobbiamo essere fieri ed entusiasti.

Naty


martedì 3 luglio 2018

A volte ci si rende conto dell'età che si ha

Ieri non ho scritto nulla, perché stavo da schifo. Male alla cervicale, testa, braccia, spalle, nausea, capogiri, insomma, una chiavica! Ho 45 anni (ad agosto 46) e spesso mi sento come una ragazza di poco meno di 30!! Questo sentimento a volte, mi fa pensare che io sia pazza ed illusa, soprattutto quando la mia artrosi e le infiammazioni ai tendini delle braccia, mi bloccano (non parliamo poi della schiena!).
Cerco sempre di resiatere ai dolori che ho e non mi fermo mai, ma a volte capita, che se pur non volendolo, devo rallentare se non fermare. È snervante, avvilente. Sono una donna dinamica (non ho detto sportiva, badate bene!), non sto mai ferma. Mi piace fare, creare, inventare, contribuire al benessere della mia famiglia in tutti i sensi. Quando sono attiva sono felice. Non e una banalità, ci sono tante donne che preferiscono passare il proprio tempo a lamentarsi e compatirsi. Non parlo in modo superficiale e non voglio giudicare nessuno, ma avendo perso la mia casa, avendo subito abusi, violenze e avendo subito una diagnosi di cancro, penso possa essere abbastanza per giustificare ciò che dico. Non voglio essere pesante, ma sono realista, onesta. Ora, non voglio sviare il discorso... è vero che uno ha l'età che si sente, ma è anche vero, che il nostro corpo ci ricorda l'età che abbiamo realmente, in base al nostro vussvis e che non ne dobbiamo approffittare.
Viviamo con l'entusiasmo di una ventenne, ma rispettiamo il nostro corpo, ed i nostri tempi  da 45enni (più o meno).

Naty

Foto via web

sabato 30 giugno 2018

La rabbia di una madre

Sono arrabbiata. Non è la prima volta che mi arrabbio con qualcuno, ma quando si tratta dei miei figli, divento una belva. Non voglio farmi capire male: non sono una madre irrazionale, possessiva o iper protettiva, anzi. Quando uno dei miei tre figli ha sbagliato o sbaglia, sono stata e sono la prima ad arrabbiarmi e a punirli, ma quando ho la certezza che non hanno colpe, beh, in quel momento si scatena qualche cosa in me, che rasenta la ferocia.
Vorremmo mio marito ed io, insegnare ai nostri figli che se si sbaglia si paga, ma se si è onesti, per bene e seri in ciò che si fa, nessuno ha il diritto di sfruttarti o umiliati.
Lo so che c'è la crisi, che i capi (nella maggior parte dei casi) usa uno strapotere che rasenta lo sfruttamento ed il ricatto, ma non è giusto e non lo sarà mai. Non penso che sia giusto insegnare ai nostri ragazzi che devono soccombere perché giovani, perché sono inesperti o di estrazione sociale non benestante. Nonostante la crisi, molti non hanno capito niente. Non hanno ancora capito che nessuno è invulnerabile, che non è umiliando e sottovalutando chi lavora per lui/lei ottengono piu produttività e fiducia dal dipendente: un lavoratore apprezzato ed incoraggiato, produrrà molto di piu, sarà meno assente dal lavoro, sarà piu devoto ed onesto. E se tutto questo viene concretamente trasmesso ai giovani (stagisti, tirocinanti, apprendisti, lavoratori), sapremo che sia noi, che i nostri figli, avremo più benessere in tutti i sensi.

Naty

Foto via web



venerdì 29 giugno 2018

Riscoprirsi donna

Dopo aver cresciuto tre figli, dedicato gran parte della propria vita alla famiglia, dove la mia femminilità era diventata qualche cosa che mi sembrava appartenesse alle altre donne, oggi mi vedo diversa.
Fino ad un anno fa non avevo un buon rapporto con lo specchio, anzi, non lo avevo quasi affatto. Mi vestivo con ciò che avevo di più pratico e comodo. Il trucco era una perdita di tempo, figuriamoci il parrucchiere! Le scarpe da ginnastica erano le mie migliori amiche...eh già, non avevo nemmeno il tempo per coltivare delle amicizie. È vero, non sono stata una classica casalinga; ho creato, ho insegnato, fatto le pulizie, stirato, accudito disabili e dato ripetizioni, per aiutare la famiglia. La famiglia rimaneva il centro della mia esistenza. Non nego di avere in questo modo, trascurato anche il rapporto romantico con mio marito (e non parlo solo a livello carnale).
Penso che ogni donna dovrebbe arrivare alla consapevolezza di sé. Sembra una banalità, una forzatura o illusione, non so. Quello che so è che non ho scordato di chi sono, non ho scordato i miei sogni e le mie ambizioni. 
Si potrebbe credere che io abbia avuto una vita banale o addirittura facile, ma non è così, tutt'altro. Forse sono proprio le grandi difficoltà che ci aiutano ad amarci di più, perché siamo riuscite a superarle e a sopravvivere. Infatti, io oggi mi amo e rispetto molto di più di dieci o quindici anni fa (ed ho 45 anni).
Essere brave figlie, sorelle, studentesse, lavoratrici, mogli, madri, ma arriva il momento in cui bisogna essere brave per se stesse, sentirsi finalmente soddisfatte di noi, nonostante non tutto sia andato come previsto, nonostante i grandi dolori e delusioni...dobbia do imparare a guardare soprattutto il bicchiere mezzo pieno.
Eh sì, la vita può ricominciare a 45 anni! È mio marito, i miei figli, i genitori ed amiche, sono felici per me.

Naty